Heroa come una cavalcata nel cuore di una dimensione aggiuntiva del mondo, quella dell’artefatto. Come se da un fondale teatrale si penetrassero gli ingranaggi delle macchine e la moltitudine di elementi che giocano con l’illusione. Un viaggio durante il quale la nozione di spazio si altera e dove i diversi piani si districano e si scontrano. In definitiva, un lavoro di decostruzione di un’immagine iniziale per ritrovarla sotto una nuova apparenza.